​Il Tesoro Sommerso del Lago di Viverone: Un Viaggio nell’Età del Bronzo.

Quando ammirate le placide acque del Lago di Viverone o passeggiate lungo le sue rive, state guardando molto più di una splendida oasi naturale. Proprio sotto la superficie dell’acqua si nasconde una storia affascinante e millenaria, che ci riporta indietro nel tempo fino a circa 3500 anni fa, nel pieno dell’Età del Bronzo..
 

La scoperta del mondo sommerso.

Tutto ebbe inizio a metà degli anni ’60 grazie alle coraggiose e solitarie immersioni di Guido Giolitto, un appassionato esploratore locale. Il suo instancabile lavoro portò alla luce ben tre antichi insediamenti preistorici sommersi, tra cui spicca per importanza il sito conosciuto come “Emissario”.
Questa scoperta si è rivelata una pietra miliare per l’archeologia non solo italiana, ma europea, inserendo Viverone nelle mappe delle grandi civiltà antiche..
 

Com’era il villaggio delle palafitte?

Provate a immaginare un grande villaggio sospeso sull’acqua. Il sito “Emissario” si estendeva con una forma circolare per un diametro di circa settanta metri, difeso dall’esterno da un robusto sistema di palizzate. Gli archeologi hanno mappato i resti di circa 5000 pali in legno (principalmente querce e ontani) che un tempo sostenevano la piattaforma del villaggio. Le case erano affascinanti capanne con tetti a doppio spiovente, costruite utilizzando materiali leggeri come pareti a graticcio rivestite di argilla..
 

La vita quotidiana tra terra e acqua.

Cosa facevano i nostri antenati sulle palafitte? La loro era una comunità laboriosa e incredibilmente vitale. I reperti recuperati dal lago ci raccontano di:
  • Artigiani del fuoco: Producevano vasi in terracotta cuocendoli in focolari a cielo aperto a temperature vicine agli 800 gradi. Molti di questi vasi erano elegantemente decorati con scanalature o misteriose “coppelle” circolari in rilievo.
  • Tessitrici: Nel villaggio si lavoravano i filati. I ritrovamenti di decine di pesi da telaio e “fusaiole” in terracotta (piccoli dischi usati per bilanciare i fusi durante la filatura) ci dimostrano l’importanza di questa attività.
  • Contadini e pescatori: Come è logico aspettarsi, il lago e la terraferma fornivano sostentamento. Sono emersi bellissimi ami da pesca in bronzo, ma anche falcetti usati per la mietitura, segno di una solida base agricola.
Guerrieri e signori del metallo.
Ma gli abitanti di Viverone non erano soltanto tranquilli agricoltori. Erano maestri nella lavorazione dei metalli e vivevano in uno snodo culturale ben connesso con il resto d’Europa. Dal fango del lago sono riemersi oggetti spettacolari: spade, punte di lancia e pugnali di diverse fogge, che suggeriscono l’esistenza di una classe di guerrieri. Non mancavano il lusso e l’estetica: donne e uomini si adornavano con pendagli, anelli e spilloni in bronzo lucente.
A testimonianza dell’alto livello sociale ed economico di questa civiltà, sono stati rinvenuti persino dei morsi da cavallo in bronzo: ciò significa che gli abitanti delle palafitte allevavano, cavalcavano e forse usavano i cavalli come grande status symbol.
 

Vivi la storia

Oggi il Lago di Viverone rappresenta la “conquista di una nuova frontiera nell’Europa del II millennio a.C.”.Venire qui non significa solo godere della natura, della buona tavola e del relax, ma poter camminare a pochi passi da uno dei siti palafitticoli più ricchi ed emozionanti del nord Italia.
Un vero e proprio tesoro invisibile, che rende il nostro lago un luogo magico, dove la preistoria vive ancora sotto le onde.
 
Banner astratto ondulato con curve arancioni e color pesca chiaro che si sovrappongono su uno sfondo bianco.
Cinque antiche spirali metalliche con le estremità appuntite sono disposte su una superficie liscia; tre spirali sono raggruppate a sinistra, mentre le altre due si trovano a destra, leggermente distanziate l'una dall'altra.

Il Tesoro Sommerso del Lago di Viverone: Un Viaggio nell'Età del Bronzo.

Logo dell'UNESCO ed emblema del Patrimonio Mondiale sopra il testo in italiano: «Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino – Patrimonio mondiale dal 2011», a indicare gli insediamenti palafitticoli preistorici delle Alpi, sito del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 2011.Quando ammirate le placide acque del Lago di Viverone o passeggiate lungo le sue rive, state guardando molto più di una splendida oasi naturale. Proprio sotto la superficie dell’acqua si nasconde una storia affascinante e millenaria, che ci riporta indietro nel tempo fino a circa 3500 anni fa, nel pieno dell’Età del Bronzo.

Il numero 10 in marrone con all'interno dello zero il disegno in bianco di un edificio storico, circondato dalla scritta "Anni di Patrimonio dell'Umanità" in diverse lingue disposte a cerchio.La scoperta del mondo sommerso.

Tutto ebbe inizio a metà degli anni ’60 grazie alle coraggiose e solitarie immersioni di Guido Giolitto, un appassionato esploratore locale. Il suo instancabile lavoro portò alla luce ben tre antichi insediamenti preistorici sommersi, tra cui spicca per importanza il sito conosciuto come “Emissario”.
Questa scoperta si è rivelata una pietra miliare per l’archeologia non solo italiana, ma europea, inserendo Viverone nelle mappe delle grandi civiltà antiche..
 

Com’era il villaggio delle palafitte?

Provate a immaginare un grande villaggio sospeso sull’acqua. Il sito “Emissario” si estendeva con una forma circolare per un diametro di circa settanta metri, difeso dall’esterno da un robusto sistema di palizzate. Gli archeologi hanno mappato i resti di circa 5000 pali in legno (principalmente querce e ontani) che un tempo sostenevano la piattaforma del villaggio. Le case erano affascinanti capanne con tetti a doppio spiovente, costruite utilizzando materiali leggeri come pareti a graticcio rivestite di argilla..
 

La vita quotidiana tra terra e acqua.

Cosa facevano i nostri antenati sulle palafitte? La loro era una comunità laboriosa e incredibilmente vitale. I reperti recuperati dal lago ci raccontano di artigiani del fuoco, tessitori, contadini e pescatori.

Artigiani del fuoco

Producevano vasi in terracotta cuocendoli in focolari a cielo aperto a temperature vicine agli 800 gradi. Molti di questi vasi erano elegantemente decorati con scanalature o misteriose "coppelle" circolari in rilievo.

Tessitori

Nel villaggio si lavoravano i filati. I ritrovamenti di decine di pesi da telaio e "fusaiole" in terracotta (piccoli dischi usati per bilanciare i fusi durante la filatura) ci dimostrano l'importanza di questa attività.

Contadini e pescatori

Come è logico aspettarsi, il lago e la terraferma fornivano sostentamento. Sono emersi bellissimi ami da pesca in bronzo, ma anche falcetti usati per la mietitura, segno di una solida base agricola.

Guerrieri e signori del metallo

Gli abitanti di Viverone non erano soltanto tranquilli agricoltori. Erano maestri nella lavorazione dei metalli e vivevano in uno snodo culturale ben connesso con il resto d’Europa. Dal fango del lago sono riemersi oggetti spettacolari: spade, punte di lancia e pugnali di diverse fogge, che suggeriscono l’esistenza di una classe di guerrieri. Non mancavano il lusso e l’estetica: donne e uomini si adornavano con pendagli, anelli e spilloni in bronzo lucente. A testimonianza dell’alto livello sociale ed economico di questa civiltà, sono stati rinvenuti persino dei morsi da cavallo in bronzo: ciò significa che gli abitanti delle palafitte allevavano, cavalcavano e forse usavano i cavalli come grande status symbol.

 

Armi

Dal fango del lago sono riemersi oggetti spettacolari: spade, punte di lancia e pugnali di diverse fogge, che suggeriscono l'esistenza di una classe di guerrieri.

Gioielli

Nel villaggio non mancavano il lusso e l'estetica: donne e uomini si adornavano con pendagli, anelli e spilloni in bronzo lucente.

Status symbol

A testimonianza dell'alto livello sociale ed economico di questa civiltà, sono stati rinvenuti persino dei morsi da cavallo in bronzo: ciò significa che gli abitanti delle palafitte allevavano, cavalcavano e forse usavano i cavalli come grande status symbol.

Vivi la storia

Oggi il Lago di Viverone rappresenta la “conquista di una nuova frontiera nell’Europa del II millennio a.C.”.Venire qui non significa solo godere della natura, della buona tavola e del relax, ma poter camminare a pochi passi da uno dei siti palafitticoli più ricchi ed emozionanti del nord Italia.
Un vero e proprio tesoro invisibile, che rende il nostro lago un luogo magico, dove la preistoria vive ancora sotto le onde.
 

Parco Villa Lucca

 

Un logo con forme astratte colorate sulla sinistra e la scritta «Parco Villa Lucca Viverone» in caratteri marroni stilizzati sulla destra, il tutto incorniciato da un bordo rettangolare arrotondato.Affacciato sul lago e immerso nel verde, il Parco Villa Lucca è oggi un Parco Culturale: uno spazio in cui natura, storia e attività culturali si incontrano, offrendo un’esperienza autentica e accessibile a tutti.

Un luogo che conserva la propria anima bucolica, oggi valorizzato per accogliere eventi, incontri e momenti di condivisione, diventando un punto di riferimento per la vita culturale di Viverone.

Un parco che racconta il territorio

Tra alberature storiche, percorsi nel verde e scorci sul lago, il parco offre un ambiente curato e suggestivo.

Al suo interno si trovano:

  • la Biblioteca Civica Maestra Teresa Bertoldo, che ospita diversi appuntamenti durante l’anno
  • il Centro di Documentazione del Lago di Viverone, dedicato al sito palafitticolo sommerso patrimonio UNESCO
  • una hall of fame dedicata a personaggi illustri del territorio, con un’installazione artistica che rappresenta Viverone, pensata e realizzata da Martina Zena e alcune mattonelle realizzate in collaborazione con gli alunni della scuola primaria di Viverone

A breve sarà inoltre accessibile un belvedere, pensato per offrire un suggestivo punto di osservazione sul lago: un palcoscenico a cielo aperto.

Il Parco Villa Lucca è anche uno spazio dedicato alla cultura dal vivo, con aree verdi e spazi pensati per ospitare spettacoli, concerti, matrimoni ed eventi immersi nella natura.

Gli eventi valorizzano anche il territorio, unendo musica, degustazioni e paesaggio in un’esperienza coinvolgente e autentica.

Un’esperienza da vivere

Passeggiate, eventi e momenti di relax: il parco è un luogo da vivere con lentezza, tra natura e cultura.

Scopri gli eventi in programma.

Una sala del museo, con pareti in pietra e travi a vista, ospita grandi pannelli informativi rossi e foto in bianco e nero; davanti agli espositori sono disposte sedie di plastica bianche.

Centro di Documentazione del Lago di Viverone

Anelli concentrici bianchi stilizzati che ricordano un lago o delle curve di livello, sopra la scritta in italiano: «Centro di Documentazione del Lago di Viverone», su sfondo rosso.Nelle sale espositive, allestite all’interno dei locali della biblioteca di Viverone, in via Umberto I 107, sono esposti alcuni importanti reperti archeologici dell’Età del bronzo all’interno di un ricco percorso che illustra la storia del sito palafitticolo, datato al 1450 a.C. e inserito nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dell’UNESCO.

Paleontologico

Lo studio degli animali e delle piante vissuti sulla superficie della terra nelle epoche anteriori alla presente e che si rivelano a noi per mezzo delle loro spoglie, i fossili.

Etnoantropologico

lo studio delle culture umane (antropologia) con particolare attenzione ai prodotti della vita sociale e culturale dei popoli (etnologia)

Geologico

Studia la litosfera in termini di componenti costitutive, rocce e minerali che le compongono, di processi chimico-fisici che ne determinano la genesi, l'evoluzione, la composizione e il modellamento nel tempo.
Icona in bianco e nero raffigurante un calendario con anelli a spirale nella parte superiore. Alcuni riquadri rappresentano i giorni, mentre uno di essi presenta un segno di spunta, a indicare una data selezionata o in programma.

Calendario eventi culturali

Concerto sensoriale e vibrazionale Viverone
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Tracce - Festival della cultura della serra - 12 settembre - Viverone
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Una forma ondulata color verde acqua si snoda dolcemente lungo la parte superiore dell'immagine, mentre la parte inferiore è bianca, creando un bordo astratto e fluido tra i due colori.