Il Tesoro Sommerso del Lago di Viverone: Un Viaggio nell’Età del Bronzo.
La scoperta del mondo sommerso.
Com’era il villaggio delle palafitte?
La vita quotidiana tra terra e acqua.
- Artigiani del fuoco: Producevano vasi in terracotta cuocendoli in focolari a cielo aperto a temperature vicine agli 800 gradi. Molti di questi vasi erano elegantemente decorati con scanalature o misteriose “coppelle” circolari in rilievo.
- Tessitrici: Nel villaggio si lavoravano i filati. I ritrovamenti di decine di pesi da telaio e “fusaiole” in terracotta (piccoli dischi usati per bilanciare i fusi durante la filatura) ci dimostrano l’importanza di questa attività.
- Contadini e pescatori: Come è logico aspettarsi, il lago e la terraferma fornivano sostentamento. Sono emersi bellissimi ami da pesca in bronzo, ma anche falcetti usati per la mietitura, segno di una solida base agricola.
Vivi la storia
Il Tesoro Sommerso del Lago di Viverone: Un Viaggio nell'Età del Bronzo.
Quando ammirate le placide acque del Lago di Viverone o passeggiate lungo le sue rive, state guardando molto più di una splendida oasi naturale. Proprio sotto la superficie dell’acqua si nasconde una storia affascinante e millenaria, che ci riporta indietro nel tempo fino a circa 3500 anni fa, nel pieno dell’Età del Bronzo.
La scoperta del mondo sommerso.
Com’era il villaggio delle palafitte?
La vita quotidiana tra terra e acqua.
Artigiani del fuoco
Tessitori
Contadini e pescatori
Guerrieri e signori del metallo
Gli abitanti di Viverone non erano soltanto tranquilli agricoltori. Erano maestri nella lavorazione dei metalli e vivevano in uno snodo culturale ben connesso con il resto d’Europa. Dal fango del lago sono riemersi oggetti spettacolari: spade, punte di lancia e pugnali di diverse fogge, che suggeriscono l’esistenza di una classe di guerrieri. Non mancavano il lusso e l’estetica: donne e uomini si adornavano con pendagli, anelli e spilloni in bronzo lucente. A testimonianza dell’alto livello sociale ed economico di questa civiltà, sono stati rinvenuti persino dei morsi da cavallo in bronzo: ciò significa che gli abitanti delle palafitte allevavano, cavalcavano e forse usavano i cavalli come grande status symbol.
Armi
Gioielli
Status symbol
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Parco Villa Lucca
Affacciato sul lago e immerso nel verde, il Parco Villa Lucca è oggi un Parco Culturale: uno spazio in cui natura, storia e attività culturali si incontrano, offrendo un’esperienza autentica e accessibile a tutti.
Un luogo che conserva la propria anima bucolica, oggi valorizzato per accogliere eventi, incontri e momenti di condivisione, diventando un punto di riferimento per la vita culturale di Viverone.
Un parco che racconta il territorio
Tra alberature storiche, percorsi nel verde e scorci sul lago, il parco offre un ambiente curato e suggestivo.
Al suo interno si trovano:
- la Biblioteca Civica Maestra Teresa Bertoldo, che ospita diversi appuntamenti durante l’anno
- il Centro di Documentazione del Lago di Viverone, dedicato al sito palafitticolo sommerso patrimonio UNESCO
- una hall of fame dedicata a personaggi illustri del territorio, con un’installazione artistica che rappresenta Viverone, pensata e realizzata da Martina Zena e alcune mattonelle realizzate in collaborazione con gli alunni della scuola primaria di Viverone
A breve sarà inoltre accessibile un belvedere, pensato per offrire un suggestivo punto di osservazione sul lago: un palcoscenico a cielo aperto.
Il Parco Villa Lucca è anche uno spazio dedicato alla cultura dal vivo, con aree verdi e spazi pensati per ospitare spettacoli, concerti, matrimoni ed eventi immersi nella natura.
Gli eventi valorizzano anche il territorio, unendo musica, degustazioni e paesaggio in un’esperienza coinvolgente e autentica.
Un’esperienza da vivere
Passeggiate, eventi e momenti di relax: il parco è un luogo da vivere con lentezza, tra natura e cultura.
Scopri gli eventi in programma.
Centro di Documentazione del Lago di Viverone
Nelle sale espositive, allestite all’interno dei locali della biblioteca di Viverone, in via Umberto I 107, sono esposti alcuni importanti reperti archeologici dell’Età del bronzo all’interno di un ricco percorso che illustra la storia del sito palafitticolo, datato al 1450 a.C. e inserito nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dell’UNESCO.
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